LA SETTIMANA GUSSONISTICA – L’Italia di Mancini non è la cosa peggiore della settimana

Che la prima partita ufficiale dell’era Mancini non sarebbe stata subito la svolta dopo l’incredibile mancata qualificazione ai Mondiali ce lo si poteva anche aspettare, ma il faticoso 1-1 di Bologna conferma che ci vorrà davvero molto tempo per riavere una Nazionale competitiva.

La Polonia, squadra molto più forte di quello che non si è visto al Mondiale, mi aveva già positivamente impressionato l’anno scorso a Varsavia, in uno degli stadi gioielli di Euro2012, ma da Balotelli e compagni ci si aspetta comunque qualcosa di più, anche se l’impressione è che bisognerà aspettare la definitiva esplosione della generazione dei Chiesa, unita all’accantonamento di quella del presunto SuperMario, per tornare ai livelli della Francia campione del mondo o della Croazia, terra di talenti incredibili oltre che di luoghi di vacanza da sogno.

Aspettando il ritorno del campionato e l’inizio della nuova Champions League (tanti auguri alle italiane, soprattutto a Inter e Napoli chiamate ad un difficile compito), meglio allora parlare di altri sport, anche se purtroppo sono più gli episodi negativi di quelli positivi. Il weekend è stato davvero di quelli da libro nero, una delusione per tutti gli sportivi nel vero senso della parola. E pensare che la settimana l’avevo iniziata visitando Olympia, dove tutto è iniziato, con ben altri valori…

Già a New York la sfuriata contro l’arbitro di Serena Williams ha fatto il giro del mondo, facendo passare in secondo piano la storica vittoria di Naomi Osaka e pure quella del giorno dopo di Djokovic. Stesso discorso nel motomondiale, dove purtroppo si è dovuto parlare più di quanto successo in Moto2 che del trionfo di Dovizioso.

Il vergognoso gesto di Fenati, che poteva avere conseguenze ben più gravi, meritava (e magari meriterà) una punizione decisamente ben più pesante di una sospensione per due gare. Negli ultimi anni tra Valentino Rossi e Marquez si è visto di tutto, ma neanche i due litiganti per eccellenza erano arrivati a tanto. Tirare il freno al tuo avversario sarebbe come togliere il boccaglio ad un compagno di immersione. E’ giusto e normale che ci siano agonismo e competitività, ma la cosa più importante è avere a fianco qualcuno che prima di tutto ti rispetta e che invece di mettere a rischio la tua vita è pronto nel caso anche a salvartela, in ogni modo possibile.